Pazienti dimessi: l’importanza della fase di riabilitazione

Un punto di riferimento per gli ospedali di un vasto territorio che comprende non solo la Brianza ma anche parte della provincia di Lecco e la città di Milano.  Il presidio di Carate Brianza degli Istituti Clinici Zucchi costituisce un’eccellenza regionale nell’ambito della riabilitazione neurologica e ortopedica. 

“Siamo diventati una presenza indispensabile sul territorio - esordisce il dottor Vincenzo Rega, medico di riabilitazione specialistica neurologica - anche in considerazione del fatto che ci prendiamo cura dei pazienti in fase post acuta, che necessitano di un tempestivo percorso riabilitativo, trasferendoli dai reparti per acuti delle strutture ospedaliere direttamente nel nostro Istituto. Questa fase rappresenta un periodo molto delicato nella vita di un paziente, in quanto egli si trova ancora in condizioni instabili, legate soprattutto alla complessità clinica delle sue condizioni, associata ad un alto grado di disabilità”. 

Recentemente gli addetti ai lavori provenienti dai presidi ospedalieri pubblici e privati accreditati della zona si sono anche confrontati su una situazione che sta diventando sempre più frequente: le dimissioni in tempi rapidi dei pazienti che necessitano di riabilitazione dai reparti per acuti, che necessitano di ridurre i tempi di degenza per consentire il ricovero di nuovi malati che affollano quotidianamente il Pronto Soccorso. 

“Per fare fronte a queste necessità - riprende il dottor Rega - è opportuno che le strutture riabilitative del territorio collaborino, formando una rete e cooperando per gestire la delicata fase riabilitativa post acuta. Il nostro compito è quindi anche quello di lavorare in sinergia con le strutture ospedaliere per acuti condividendo la stessa visione etica, clinica, organizzativa e di appropriato utilizzo delle risorse economiche per la sanità pubblica”. 

La presa in carico dei pazienti riabilitativi in fase post acuta richiede un approccio non solo rieducativo in senso stretto, ma anche la gestione delle altre patologie co-presenti con quella principale causa di ricovero, che incrementano assai spesso il livello di disabilità. 

“Prendiamo ad esempio un paziente colpito da un ictus ischemico o emorragico - spiega il dottor Rega - : la sua complessità clinica è legata a tale evento neurologico acuto ed alle situazioni che, in una gran parte dei casi, concorrono all’insorgenza dell’ictus stesso, quali ipertensione arteriosa, aritmie cardiache, dislipidemie, stress, fumo, diabete, obesità, vita sedentaria. Per questo è necessario operare su un quadro globale”.  

Il numero di pazienti colpiti da ictus è in costante aumento: “Il maggior numero dei casi di malattia - puntualizza il dottor Rega - dipende anche dal progressivo allungamento della vita media e dalla conseguente maggior incidenza nel corso degli anni delle patologie citate”. Ma non sono solo i pazienti post ictus ad essere seguiti presso gli Istituti Clinici Zucchi di Carate. Nella sezione dedicata alla riabilitazione neurologica trovano posto anche persone colpite da patologie neurodegenerative croniche evolutive come il morbo di Parkinson e la sclerosi multipla e pazienti reduci da interventi neurochirurgici in ambito oncologico. Le aree di intervento prevedono prevalentemente la riabilitazione neuromotoria, la riabilitazione neurocognitiva (finalizzata al recupero delle funzioni superiori quali linguaggio, attenzione, memoria, orientamento temporale e spaziale, prassìe, coordinazione) e la riabilitazione dei disturbi della deglutizione, assai frequenti nei pazienti neurologici. Nella sezione ortopedica sono ricoverati pazienti che hanno subito politraumi, fratture che hanno richiesto interventi chirurgici di osteosintesi o di protesizzazione e pazienti amputati.

“Un buon numero di questi malati - conclude il dottor Rega - è stato vittima di incidenti stradali e tra loro si contano naturalmente anche numerosi giovani”.

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