La conoscenza batte l’isolamento: pazienti e parenti all’Alzheimer cafè

Un pomeriggio di convivialità ma anche l’occasione per vedere la malattia con occhi diversi, senza paura, senza pregiudizi, senza inutili vergogne. Anche quest’anno gli Istituti Clinici Zucchi hanno avviato nella propria sede di Carate Brianza l’Alzheimer Cafè, una serie di incontri per i malati e i loro familiari che si tengono, a cadenza quindicinale, il sabato pomeriggio. “Iniziative di questo genere-spiega la dottoressa Cecilia Perin, responsabile del Servizio di Neuroriabilitazione Cognitiva-sono molto diffuse in diversi paesi europei. Abbiamo pensato di organizzarle anche noi per continuare il lavoro di sensibilizzazione della comunità per combattere, con l’informazione e la conoscenza, l’isolamento che spesso si crea attorno ai malati di Alzheimer e alle loro famiglie”. 

Il progetto dell’Alzheimer Cafè vede la perfetta sinergia di tre soggetti, gli Istituti Clinici Zucchi, il Comune di Carate e l’associazione “Felicemente segui l’onda”. Agli incontri partecipano in media una quindicina di pazienti accompagnati da uno o due parenti. “A disposizione dei familiari-spiega Benedetta Tagliabue, medico geriatra della struttura-vi sono esperti che forniscono loro consigli di ordine pratico, consulenza e assistenza psicologica. In una sala attigua i pazienti vengono seguiti da medici e psicologi che organizzano dei veri e propri laboratori. In particolare, ha riscosso molto successo l’esperimento di medicina narrativa che ha spronato i malati a raccontarsi, a fare emergere le loro emozioni. I risultati sono estremamente positivi. Le persone erano in grado di comunicare, di esprimersi in maniera elaborata, di rispettare i tempi”. Ogni pomeriggio si conclude davanti a una tazza di caffè con una fetta di torta con grande soddisfazione di tutti i partecipanti, sia degli ammalati che dei loro parenti. 

“L’Alzheimer Cafè precisa, la dottoressa Perin, non è intrattenimento ma una terapia sia per i malati che per i loro familiari. L’Alzheimer, infatti, non colpisce solo chi è malato ma invade tutta la sua sfera familiare.” Gli incontri termineranno il 23 giugno con un incontro pubblico in comune per poi riprendere a settembre. “Visto il grande seguito, concludono le dottoresse, ci piacerebbe poter rendere i nostri appuntamenti settimanali”.

 

 

 

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