L’iter delle linee guida in psichiatria

Le linee guida in psichiatria pongono in evidenza una serie di step tra cui:

  • L’individuazione di obiettivi personali come preservare la propria autosufficienza e/o intraprendere una propria attività lavorativa e sociale. Una riflessione aperta consiste, quindi, nel chiedersi se abbia senso o meno una riduzione dei sintomi come obiettivo riabilitativo a fronte dell’impatto che ciò  potrebbe avere sulla qualità di vita, misurabile attraverso una serie di scale validate (come il problema dell’impotenza in pazienti giovani legata all’uso di alcuni  antidepressivi)
  • La valutazione dell’impatto delle malattie/terapie sulla salute mentale/benessere/qualità di vita
  • La rivalutazione dei pro/contro dei trattamenti in base al punto di vista del paziente su benefici ed effetti avversi dei trattamenti con conseguente modifica delle terapie. Il termine “deprescrizione” è di particolare interesse: è possibile che con il passare degli anni l’aumento della prescrizione farmacologica sia legato all’aumento della complessità del paziente o piuttosto  alle aspettative del paziente che lo psichiatra gli prescriva dei farmaci?
  • La costruzione di un piano terapeutico personalizzato con il paziente e quindi condiviso (previo consenso del paziente stesso) con altri soggetti coinvolti nell’assistenza (professionisti e servizi sanitari, familiari, caregiver e così via)

Spesso possiamo disporre solo di un tempo limitato che è quindi da sfruttare al massimo, ponendo l’accento sulla questione di chi debba essere l’organizzatore della cura. Secondo le linee guida, quindi,  fondamentale è l’individuazione di un coordinatore del piano terapeutico, ossia di un case-manager.

Tutti questi aspetti sono ovviamente da rivedere alla luce dei contesti specifici a cui si fa riferimento. Ad esempio nel caso della nostra realtà di reparto, dove l’80% dei pazienti sono stati visti e inviati dal servizio pubblico, occorre domandarsi quale sia il nostro ruolo e cosa si possa fare per riabilitarli. Nel tentativo di rispondere a questo quesito occorre ribadire l’importanza dell’autosomministrazione, ossia della capacità del paziente ad autogestirsi sempre di più anche nell’assunzione dei farmaci.

Obiettivo di questa  giornata consiste, quindi, nel farsi un’idea approssimativa della differenza tra linee guida e piani terapeutici, dal momento che, mediamente, nella pratica clinica quotidiana le linee guida, pur essendo conosciute, non vengono applicate. L’idea è trovare un modello in grado di esplicitare ciò che noi facciamo.

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