Cataratta: oggi grazie al laser è possibile dirle addio

Negli ultimi anni le cure della cataratta, la patologia che causa la perdita di trasparenza del cristallino, hanno fatto passi da gigante grazie anche all’impiego di strumenti che hanno migliorato la sicurezza e la precisione dell'intervento chirurgico. L’ultima evoluzione a disposizione dei chirurghi è il laser a femtosecondi o femtolaser, uno strumento che gli Istituti Clinici Zucchi hanno adottato con successo da poco meno di un anno e che si affianca il tradizionale intervento basato sulla frammentazione del cristallino con ultrasuoni e incisioni manuali. 

“Si tratta di uno strumento all’avanguardia, esordisce il dottor Fabrizio Formenti responsabile dell’Unità Operativa di Oculistica, e la nostra struttura è una delle poche in Lombardia che la posseggono. Il laser a femtosecondi, di lunghezza nell’infrarosso grazie alla breve durata dell’impulso assicura un'accuratezza non raggiungibile dalla mano del chirurgo e garantisce un intervento molto più preciso rispetto a quelli eseguiti con i sistemi precedenti.L’operazione della cataratta costituisce la tipologia di intervento chirurgico che fa registrare numeri maggiori in Italia e nel mondo. Solo nel nostro paese la Società Oftalmologica Italiana ha stimato che siano circa 557.000 gli interventi di rimozione della cataratta, ovvero più dell’80% del lavoro eseguito in un reparto di oculistica.Di solito, la patologia colpisce gli ultrasettantenni ma ultimamente, come afferma il dottor Formenti “l’età media si è abbassata per le diverse abitudini di vita rispetto a un tempo. L’utilizzo dell’auto, l’applicazione al computer ma anche la necessità da parte delle persone che ancora lavorano di avere una vista perfetta e sono proprio loro a richiedere interventi in età che non si può considerare avanzata”. 

I vantaggi che derivano dagli interventi chirurgici eseguiti con il laser a femtosecondi, sono notevoli. “Oltre alla maggior precisione dei tagli effettuati sulla cornea e all’apertura della capsula anteriore del cristallino (capsuloressi)precedenti alla rimozione del cristallino, riprende il dottor Formenti, abbiamo una invasività ridotta nell’occhio del paziente, una maggior sicurezza operatoria, dato che l’elevatissima velocità del fascio di luce produce bassa energia  con minor danno all’interno dell’occhio, un decorso operatorio più tranquillo che non richiede bendaggi e punti di sutura e tempi più rapidi di recupero visivo e miglior qualità della visione da parte del paziente. L’occhio operato si presenta nelle migliori condizioni per ricevere i cristallini artificiali, soprattutto quelli di ultima generazione adatti a correggere difetti visivi: le lenti toriche che correggono l’astigmatismo e le lenti multifocali che consentono la visione a tutte le distanze”. 

Solitamente i campanelli d’allarme della cataratta sono la vista meno nitida, la difficoltà a vedere nelle ore notturne e anche una percezione diversa dei colori. “Solo una visita specialistica- conclude il dottor Formenti può diagnosticare la patologia. Anche in caso di minimo dubbio è necessario richiedere un parere di un medico oculista.”

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